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DOMENICO ZIPOLI un musicista tra gli indios
un film documentario di Massimo Luconi
con la collaborazione di Fernando Maraghini consulenza musicale Gabriele Giacomelli
Domenico Zipoli nato nel 1688 a Prato, deve la sua notorietà di musicista alle Sonate d’intavolatura per organo e cembalo edite nel 1716, nel periodo in cui era organista della Chiesa del Gesù a Roma e che ancora oggi sono fra le partiture più ricorrenti nei programmi dei concerti d’organo. Al culmine della sua fama, diventa gesuita e parte per le missioni in America latina dove vive per dieci anni, fino alla morte avvenuta nel 1726 a Cordoba in Argentina. Per oltre due secoli e mezzo si sono perse le tracce di Domenico Zipoli in Sud America e la storia della musica del 700 si ricordava di lui solo come virtuoso organista e stimato autore di composizioni di musica sacra, antecedenti alla partenza per il nuovo mondo. Nel 1972 l'architetto svizzero Hans Roth, lavorando al restauro degli splendidi resti delle missioni gesuitiche di Chiquitos, nel nord est della Bolivia al confine con il Mato Grosso, scopre oltre 5.000 pagine di musica scritta dai gesuiti per gli indios, fra cui molti appartenenti alla produzione di Zipoli. Questo ingente patrimonio culturale, considerato l’evento fondamentale della musicologia ispanoamericana recente, ha finalmente messo in luce l' attività culturale dei padri gesuiti e cambiato l' analisi della musica del 700. Incomincia così il risveglio dell'interesse per Zipoli. All’ inizio quasi con stupore, si stenta ad associare le tracce di un Domingo Zipoli musicista allo Zipoli italiano, poi grazie all’opera di attenti studiosi, con l’analisi comparata di altre opere coeve e il restauro dei molti manoscritti ritrovati, si capisce pienamente la sua grande produzione musicale. Secondo i più recenti studi sembra addirittura che Zipoli fosse il musicista più noto nel nuovo continente e il notevole numero di composizioni a lui attribuite presenti nei manoscritti degli archivi boliviani, ne è la prova tangibile e musica di straordinaria qualità, completamente diversa dalla musica organistica del periodo precedente, Si può affermare che la storia della musica del 700 si debba in parte riscrivere per far posto alla geniale produzione musicale di un gesuita che insegnò e produsse musica per gli indios, addirittura con strumenti realizzati dagli indios stessi. Per 150 anni dal 1609 fino al 1767, quando furono cacciati da tutta l'America latina, i gesuiti fondarono numerose reducciones sotto un regime fatto di efficaci regole organizzative,di vita comunitaria e difendendo gli indios dallo sfruttamento e dallo schiavismo dei grandi latifondisti e mercanti portoghesi. Costruirono chiese monumentali, aziende agricole e soprattutto svilupparono l'arte nelle sue più svariate espressioni, occupandosi in particolar modo di insegnamento musicale. Dichiarate Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco e oggetto di una faticosa e complessa opera di recupero, le Riduzioni gesuitiche dell’area amazzonica della Bolivia, nell’attuale provincia di Chiquitos, sono tuttora abitate dalle popolazioni locali degli indios Guarajos.
Il film documentario vuole raccontare la storia di un grande e misterioso musicista e di una straordinaria scoperta musicale nel cuore della foresta amazzonica, che ha messo finalmente in luce l'attività culturale dei padri gesuiti e che sta cambiando l'analisi della musica del 700. Accompagnati dai frati francescani che vivono con gli indios guaranì e come i gesuiti nel 700 lavorano per la loro tutela e crescita sociale, abbiamo viaggiato verso la foresta amazzonica del nord est della Bolivia, per addentrarci fino alle reduciones di Chiquitos, , dove alla fine degli anni ‘70 del secolo scorso, sono stati ritrovati 5.500 pagine di musica del periodo gesuitico,fra cui molti di Zipoli e dove oggi esiste un archivio e un laboratorio di restauro dei manoscritti. Il circuito delle reduciones gesutitiche del nord est della Bolivia , dopo oltre due secoli di abbandono e distruzione, è stato dichiarato dall’Unesco, patrimonio dell'umanità. Guidati da padre Nawrot uno dei maggiori esperti di musica latinoamericana barocca, responsabile dell’archivio di Concepcion, abbiamo assistito al lavoro di restauro e di catalogazione dell’ingente patrimonio musicale, e in diretta è stato possibile filmare l’attribuzione di un manoscritto che si riteneva anonimo, a Domenico Zipoli. Sulle tracce della musica di Zipoli siamo arrivati a Urubichà piccolo villaggio di tremila indios, nel cuore della foresta amazzonica dove c’è il più incredibile conservatorio di musica del mondo, ,fondato dai francescani padre Walter e suora Ludmilla e frequentato da più di trecento allievi indios che imparano e suonano con arte la musica barocca di Hermano Domingo Zipoli. Dal nord della Bolivia abbiamo percorso le strade dei soldati di Gesù, circa 3000 km, fino a Cordoba, in Argentina, dove Zipoli visse per oltre dieci anni scrivendo e insegnando musica per gli indios e dove morì nel 1726 a soli 38 anni (durata 50 min) MASSIMO LUCONI
Regista, autore teatrale e televisivo,ha partecipato a numerosi festival e rassegne fra cui: festival di teatro di S.Miniato, festival di Taormina, festival di Montepulciano, Premio Italia RAI, Videoteatro Riccione, festival dei Popoli Firenze, festival di Arnhem(Olanda), Torino film festival, festival del cinema africano di Milano, Asolofilmfestival, festival di Gibellina. Ha realizzato numerosi documentari e inchieste televisive per la RAI e diretto e prodotto alcuni filmati su artisti contemporanei, fra cui Claudio Parmiggiani, Dani Karavan e la collezione di arte ambientale della Fattoria di Celle. Come responsabile di alcuni progetti di cooperazione culturale in Senegal , ha tenuto stages di formazione sul teatro e linguaggio video, realizzando alcuni filmati sulla società e cultura del Senegal. Dal 2002 al 2005 è stato direttore del Teatro Metastasio Stabile della Toscana. Fra le sue ultime regie teatrali Ecuba di Malipiero con Lucilla Morlacchi, No man’s land di Sandro Veronesi dal film di Denis Tanovic con Marco Baliani e Giuseppe Battiston, Le pareti della solitudine di Tahar Ben Jelloun scene di Jaume Plensa con Fernando Maraghini, Generali a merenda di Boris Vian con Marcello Bartoli e Dario Cantarelli. Madame Butterfly dramma in prosa di Belasco con Laura Nardi,la Ville morte opera lirica di D’Annunzio con musica di Nadia Boulanger per l’accademia Chigiana e il dolore di M Duras con M Melato per il maggio musicale fiorentino di cui ha curato oltre la regia anche l’allestimento scenico. Nel 2006 ha collaborato con RAI 3 per turisti per caso Africa e ha realizzato e prodotto Domenico Zipoli un musicista fra gli indios e un guaritore sull’altopiano Dogon.
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